7 ottobre, via Valussi

Visita nella “Casa di Via Valussi” in cui sono alloggiati bimbi e genitori accuditi dalla Fondazione Luchetta-Ota-D’Angelo-Hrovatin, bimbi provenienti da tsituazioni di guerra o di disagio in tutto il mondo e bisognosi di un soggiorno in Italia per cure mediche

Dai “Bambini di via Valussi”, la casa della Fondazione dove i bimbi bisognosi di cure vengono ospitati con i loro genitori

Sullo sfondo le pareti tappezzate dalle foto delle centinaia di bimbi ospitati nel tempo.
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Dopo le manifestazioni dei giorni precedenti, una nutrita delegazione dell’organizzazione del Premio e dei ragazzi che vi hanno partecipato ha voluto portare un segno del suo affetto alla Fondazione.

Ci  si è immersi nella magica atmosfera di via Valussi; qualcuno si è lasciato trascinare in un pianto commosso e più sotto i testi di Roberta Grubelli, di Gabriella Valera e di Nsikak Obot Ekanem danno il senso di tanta emozione.

Attore del mattino trascorso assieme è stato sicuramente Nsikak, che dopo aver giocato con i bambini, fregandosene delle chiacchiere di “noi grandi” e dedicando loro tutte le sue attenzioni, ha interpretato la sua poesia (non prima di avercene tradotto il significato) nella sua lingua originale, della cui musicalità eravamo già stati profondamente colpiti durante il reading alla Sala Tripcovich.